Nel lontano 1863 nacque il Club Alpino Italiano, fondato da un gruppo di amanti della montagna tra cui Quintino Sella il vero e proprio artefice di questa nascita.
Ma che cos’è il Club Alpino Italiano?
Lo spiega in pochissime parole il primo articolo dello statuto, scritto dai padri fondatori.
“Il Club Alpino Italiano (C.A.I.) è una libera associazione nazionale, ha per iscopo l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale”
Proprio su questo fondamentale articolo il C.A.I. è diventato quello che esiste oggi. In Italia siamo oltre 300.000 soci che in modi molto diversi vivono la montagna.
Chi passeggiando, chi scalando, chi semplicemente amando la montagna.
Ma veniamo a noi, qui a Carate Brianza. Poco dopo la Prima Guerra mondiale, la gente comincia a vivere una normale vita e a ricercare anche il piacere di fare passeggiate sulle nostre colline, nelle nostre vallate e poi un po’ più in su verso la montagna.

Proprio per questa passione, un gruppo di caratesi fonda una nuova associazione. Era la sera dell' 8 Marzo 1923 , e questi amici dichiararono fondata “l’Unione Escursionisti Caratesi” allo scopo di promuovere, facilitare ed estendere la conoscenza delle montagne. L’uomo che concepì questo importante movimento era il Signor Caglio Guglielmo un noto compaesano che trasferitosi per lavoro in quel di Como, maturò questa esperienza sulle cime comasche e ritornando a Carate, portò l’idea ma soprattutto l’entusiasmo di salire per monti anche ai nostri concittadini. Era il preludio a qualcosa che sarebbe poi accaduto alcuni anni dopo.
Comincia quindi il percorso di questo piccolo ma appassionato gruppo che intraprende importanti salite su elevate cime, traversando valli e ghiacciai fino a salire le montagne più alte. E’ durante una di questa ascensioni che si realizza un grande progetto.
Passando per la Bocchetta delle Forbici in alta Valmalenco, il signor Caglio, intravede una piccola baracca e nella sua mente realizza che questo rudere diventerà la “Capanna Carate” posta a 2636 metri nel gruppo del Pizzo Bernina.
Il rifugio verrà poi inaugurato nei giorni 13-14-15-16 agosto del 1927.
Durante questi anni, il gruppo cresce numericamente e comincia a maturare l’idea di entrare a far parte di un’associazione a livello nazionale come il C.A.I.
E’ qui che Guglielmo Caglio esibisce la sua bravura ed esperienza ed attraverso diverse peripezie tecniche e burocratiche fonda nel 1934 l’attuale Sezione C.A.I. di Carate Brianza, ufficialmente dichiarata costituita il 23 marzo 1935 con una riunione di consiglio direttivo e alla presenza del Segretario Politico.

Da quel giorno ad oggi, ne sono successe di cose, il fascismo, la guerra, la rinascita economica, l’uomo sulla Luna, il boom della tecnologia, il computer, l’Ipad, il televisore 3D ed infine l’Intelligenza Artificiale. Malgrado tutto questo vortice di novità, il CAI ha mantenuto la sua unicità, legato all’articolo numero uno della sua costituzione. E’ ancora oggi un ente che si occupa principalmente della montagna sotto i diversi suoi molteplici aspetti, non più solo quelli sportivi ma anche occupandosi degli aspetti sociali, culturali educativi ed ecologici.
Questa associazione di cui Carate Brianza ne fa parte, opera a 360° in montagna con i suoi programmi di escursionismo, di alpinismo, culturali come l’Arena di Verona, di arrampicata per i più giovani, di presenza in alta Valmalenco con il Rifugio Carate Brianza, il punto più in alto dove è presente il nome della nostra cittadina e che nel frattempo è stato oggetto di aggiornamenti per presentarsi oggi in questa forma.



