
CAI Carate Brianza. Trekking Selvaggio Blu Extreme. 10-15 Ottobre 2025.
Per la seconda volta mi trovo a pensare di ritornare sulla costa orientale della Sardegna, nel golfo di Orosei, per affrontare uno dei trekking più famosi e suggestivi d’Italia: il Selvaggio Blu.
Ma perché voglio tornarci? Perché Vanni e Antonio hanno pensato bene di proporre una versione Extreme e questa cosa mi intriga molto 😊.
Quindi eccomi iscritta, dopo che ci spiegano che questo itinerario è il più complesso da completare nel Supramonte di Baunei. Il suo tracciato parte da Cala Sisine e dopo quattro giorni di trekking e tre pernottamenti intermedi in sacco a pelo e tenda, si arriva a Cala Goloritzè.
Le difficoltà tecniche non mancano: Passaggi esposti, tratti di arrampicata, lunghe calate in corda doppia, grotte, cenge a picco sul mare e una ferrata spettacolare (Plumare) caratterizzano questo trekking.

Alla fine siamo in 7 a partecipare, oltre alla guida Vanni Spinelli e al presidente della sezione, nonché istruttore nazionale di alpinismo del CAI, Antonio Colombo.
In 6 ci conosciamo praticamente già; siamo tutti soci del Cai di Carate e andiamo spesso in montagna insieme (in ordine alfabetico: Paolo Barzaghi, Jessica Bertolini, Laura Colciago, Rubens Mauri, Maurizio Piccin, Daniela Vismara), mentre Sauro Fanti arriva dalla Toscana e lo conosciamo direttamente in Sardegna, ma c’è subito una bella intesa con tutti.








La prima giornata è di viaggio verso Olbia e poi verso Santa Maria Navarrese, di briefing con Vanni per l’organizzazione delle giornate successive e preparazione materiale da dare alla logistica e quello da portare nello zaino giornaliero.
La mattina successiva partiamo per la nostra avventura. Di seguito descriverò brevemente le 4 tappe:
1°TAPPA – Trasferimento in barca da Santa Maria Navarrese a Cala Sisine.
Cala Sisine – Cala Biriala.


Col gommone ci facciamo questo transfer molto movimentato, visto il mare mosso e il meteo un po' instabile. Vediamo tutto il litorare che percorreremo al contrario coperto da nuvoloni neri, ma tanto guardiamo verso l’orizzonte dove è sereno. Non preoccupiamoci tanto poi si apre 😊. Dopo circa 1 oretta sbarchiamo a Cala Sisine e qui cominciamo la vera avventura.
Sul lato sud della spiaggia parte una ripida salita con alcuni passaggi sulle classiche “iscala ‘e fustes” dei pastori di Baunei. Raggiunta la grande parete di Plumare a strapiombo sul mare, il cavo di acciaio della via ferrata ci conduce lungo la cengia, percorrendola sino al punto estremo della parete, in prossimità dell’enorme frana del 2016.
Al termine della via ferrata ci attendono due prime spettacolari calate sul Bosco di Oronnoro e poi una terza che ci porta direttamente a Cala Biriala.
Nel promontorio sopra alla spiaggia (Foresta di Biriala) facciamo il nostro primo bivacco, dopo aver fatto un meritato bagno in questo mare cristallino e aver cenato sulla spiaggia di ciottoli bianchi.
La mattina successiva, dopo la foto di rito sopra al suggestivo arco a pelo d’acqua, partiamo per la 2° tappa.
2°TAPPA – Cala Biriala - Ololbissi (Padente).

Da Cala Biriala abbiamo risalito un sentiero molto panoramico e caratterizzato dalle solite “iscala ‘e fustes” fin nei pressi dell'ovile Ololbissi, per intraprendere poi ben 7 Calate di Bacu Padente. Tra una calata e l’altra siamo passati anche in una grotta piena di concrezioni, in cui ci caliamo, strisciamo e alla fine usciamo belli sporchi 😊
L’ultima calata, è talmente a picco sul mare da aver l’impressione che l’arrivo sia proprio in acqua! Invece c’è una piccola cengia sulla parete con ingresso ad un’altra grotta che attraversiamo e che sbocca in un punto panoramico da paura.
Risaliamo quindi ad Ololbissi verso un piccolo campeggio dove ci gustiamo una meritata birra prima di tornare al luogo del nostro secondo bivacco.
Dopo una nottata caratterizzata dal passaggio continuo di maiali selvatici, ci prepariamo per la 3° tappa.
3°TAPPA – Ololbissi (Padente) – Cala Mariolu

La prima parte del sentiero è molto tranquillo fino alla Porta di Urele, ma sempre accompagnati da meravigliose viste sul mare.
Vanni ad un certo punto ci fa una proposta: “cosa ne pensate se facciamo una variante e ci caliamo fino a Cala Mudaloru? Dobbiamo scendere di circa 200 mt e poi risalire per riprendere il nostro percorso. ”
Risposta all’unanimità: CERTO CHE SI 😊, così vediamo un punto del Selvaggio Blu classico.
Quindi calata, foto di rito e risalita per riprendere poi il nostro sentiero fino ad arrivare alla parte clou di oggi.
Ci dobbiamo arrampicare su 2 tronchi appoggiati alla parete in modo abbastanza precario (ma io ce la faccio ??? porca vacca traballa tutto. Dove cavolo mi devo attaccare? ☹), prima di intraprendere letteralmente una strisciata dentro una bassa e stretta cengia.
Continuiamo a camminare, superando anche una recente frana, fino ad arrivare a Cala Mariolu, dove ci coglie una pioggerellina che ci vede costretti a montare campo e tende al bagnato.
Cala Mariolu è senza esagerare una delle spiagge più belle del mondo. Un angolo di paradiso tra mare cristallino, sassolini bianchi e scogliere mozzafiato. Non possiamo quindi NON fare un bagno in queste acque caraibiche, prima di cenare a riposare per la nostra 4° e ultima tappa di domani.
4°TAPPA – Cala Mariolu – Cala Goloritze
Trasferimento in barca fino a Santa Maria Navarrese.


Partiamo risalendo il bosco sopra al campo dove abbiamo dormito e qualche immancabile “iscala ‘e fustes” fino ad arrivare alla penultima calata del giro. Questa è una calata spettacolare di 55 metri nel vuoto con alle spalle la meravigliosa Cala Goloritze con la famosa guglia meta di tanti climbers.
La calata è talmente lunga, che mentre sono appesa ne approfitto per fare qualche foto ai miei piedi con lo sfondo della spiaggia bianca e del mare azzurro 😊
L’arrivo è proprio dove c’è l’attacco della ferrata di Goloritze, che però purtroppo non possiamo percorrere, perché ci riporterebbe al punto della calata che abbiamo appena fatto.
Riprendiamo quindi l’ultima parte che prevede un lungo traverso scosceso e impervio con corde fisse varie e piante a cui aggrapparsi, per atterrare con un'ultima calata su una placca bianca a Goloritze dove chiudiamo il trekking.
Il bagno è d’obbligo anche qui, soprattutto perché è l’ultimo…e poi dobbiamo aspettare il gommone che viene a prenderci per riportarci a Santa Maria Navarrese.
Facciamo uno spuntino, facciamo la conta dei lividi (è di tradizione ai nostri Selvaggi Blu 😊) e cominciamo già a ricordare la fantastica esperienza appena conclusa.
Ci godiamo quindi il rientro a Santa Maria Navarrese via mare e al bar del porto ci rilassiamo con le uniche cose che ci sono mancate in questi giorni: un caffè o una birra.
Per concludere riporto qui una descrizione del Selvaggio Blu Extreme che ho trovato on-line e che lo inquadra perfettamente:
“Extreme è una parolona... Verissimo ma è tanto per distinguere questo programma dal "classico" Selvaggio Blu: pur svolgendosi sostanzialmente sullo stesso tratto di costa dell'Ogliastra, qui siamo più sulle pareti: si scala di più, i tronchi di ginepro appoggiati alla roccia (dai tempi antichi noti col nome di iscala ‘e fustes, cioè scale di tronchi) sono più arditi, i panorami esaltanti... Noto anche come "Selvaggio Blu al contrario" poichè in sostanza di ciò si tratta, questo itinerario non solo percorre la costa in direzione nord - sud, ma si svolge su itinerari inediti, più sulla roccia, passando solo a tratti lungo il percorso classico. Si tratta anche di un itinerario ancor poco conosciuto, perciò poco frequentato: permette di vivere alcuni giorni decisamente selvaggi, in contatto intimo con la natura che ci ospita. Un percorso sicuramente adatto per chi possiede un minimo di esperienza di alpinismo su roccia o vie ferrate, a chi prova piacere nelle inebrianti calate nel vuoto, a chi sa godersi un bivacco in riva al mare e apprezza alcuni giorni totalmente al di fuori dalle consuetudini!”
Infine grazie a Vanni e Antonio che ci hanno guidato, supportato e sopportato in ogni momento.
Grazie ai mie compagni di viaggio che sono stati fantastici e con cui mi sono divertita tantissimo.
Grazie alla Sardegna che mi ha mostrato le sue meraviglie ancora una volta.
E grazie a me, perchè ancora una volta sono riuscita a portare a termine uno dei miei obiettivi.
Alla prossima avventura
Laura
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